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EPIFANIA DEL SIGNORE


EFESINI 3,2-3a.5-6

Fratelli, penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro beneficio: come per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero. Questo mistero non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come al presente è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che i Gentili cioè sono chiamati, in Cristo Gesù, a partecipare alla stessa eredità, a formare lo stesso corpo, e ad essere partecipi della promessa per mezzo del vangelo.


VORREI DIRTI

I. Ci troviamo di fronte a una delle lettere che Paolo scrive dalla prigionia. Paolo è cosciente di essere imprigionato, ma sente doveroso l'annuncio rella parola. La vita di ogni giorno può riservarci delle prigioni (difficoltà di relazioni, incompatibilità di carattere), ma ciò che non ci è tolta è la possibilità di annunciare il Vangelo vivendo la legge dell'amore. II. Paolo dice che gli è stato affidato un mistero di Grazia: il Vangelo, che è il Signore Gesù. E tale annuncio non è funzionale ad un proprio tornaconto, ma è rivolto al beneficio di chi ascolta il Vangelo. La manifestazione di Gesù come Signore, chiede a noi cristiani di poter imparare che tutto ciò che noi facciamo, in parole e in opere, deve andare a beneficio di chi incontriamo sul nostro cammino. Beneficare l'altro significa fargli fare l'esperienza dell'amore, per condurlo alla verità: il Signore Gesù III. Il mistero dell'Epifania infine potrebbe essere considerato come un anticipo della Pentecoste: è lo Spirito Santo che rendendo possibile il cambiamento dei nostri occhi, ci porta a leggere nell'umanità di Gesù, la manifestazione del Volto di Dio, e ci impone una legge del cuore: seguirlo con tutti noi stessi. p>

PREGHIERA

Rendici capaci, Signore, di sentire il desiderio di Te, per poter portare agli uomini il conforto e la luce della tua presenza.